Esterni

Aldo Rossi – Monumento a Sandro Pertini (Milano, 1988-1989)

UN MONUMENTO PER MILANO

Il Monumento a Sandro Pertini è un’opera di Aldo Rossi costruita nel 1990 in una zona centrale di Milano, all’interno di una piazza e a ridosso della fermata Montenapoleone della linea metropolitana 3. Venne regalato dalla Metropolitana Milanese a Milano in concomitanza all’inaugurazione della fermata, e dedicata al presidente Sandro Pertini. Si struttura in un podio chiuso su tre lati che va a delineare un grande cubo. La scatola è aperta verso la piazza, e all’interno si sviluppa mediante una grande scala a gradoni che porta ad una terrazza/piazza superiore, dove una sottile fessura orizzontale nella muratura permette di guardare al di là. Sul lato opposto a questa fessura si trova l’elemento monumentale della fontana, con la relativa vasca in ottone. Il fabbricato si trova al bordo della Piazza, di cui è elemento delimitante verso Nord-Ovest. Il monumento costeggia, incrocia e regola il sistema di alcune strade importanti di Milano, come Via Montenapoleone e Via Manzoni. Delimita l’incrocio virtuale tra Piazza Croce Rossa disposta a T rispetto Via Monte di Pietà e Via dei Giardini. 

Fotografia dalla piazza verso il monumento, scala interna
Aldo Rossi, Monumento a Sandro Pertini visto da Via Montenapoleone a Milano – Fotografia di FattoUrbano
Aldo Rossi, Monumento a Sandro Pertini – Fotografia di FattoUrbano
Il monumento di piazza o largo Montenapoleone è terminato. Mi sembra molto bello anche se suscita le solite reazioni / ma io penso che in poco tempo sarà parte della città. È strano che io non riesca a comunicare la gioia del suo significato e sia invece quasi inteso come opera fredda ecc. per non dire il peggioAldo RossiFONTE

ANALOGIE E RIFERIMENTI

Il Monumento a Sandro Pertini di Milano si costruisce all’interno di diversi riferimenti nei progetti di Aldo Rossi ma anche in analogia alla Città di Milano. Vengono riprese formalità di progetti del passato, di cui in primo luogo è opportuno citare il Monumento alla Resistenza di Cuneo, un’opera non realizzata del 1962 che era sviluppata in un cubo di 12 metri. Questo cubo, come il monumento a Pertini, aveva una scala interna che portava a una terrazza superiore, dove uno spiraglio all’altezza degli occhi orientato verso le montagne di Boves avrebbe incorniciato i campi delle battaglie partigiane a cui è dedicato.

Monumento alla Resistenza, Cuneo, modelli
Monumento alla Resistenza di Cuneo – Analogie e somiglianze – Copyright @ Fondazione Aldo Rossi

Altri riferimenti sono riscontrabili nel Monumento ai Partigiani di Segrate, con la fontana triangolare verso la piscina che invece qui sfocia in una vasca in bronzo. Un’elemento ricorrente delle architetture di Rossi, in un lessico che non è solo costruttivo, ma anche dialettico ed astratto. E ancora altri riferimenti semantici, a mero titolo esemplificativo nell’utilizzo dei profilati metallici come architrave.

Fotografia della fontana
Aldo Rossi, Monumento a Sandro Pertini – Fotografia di FattoUrbano

L’uso del marmo di Candoglia e il tema della piazza sono invece riferimento alla Città di Milano. Città che si struttura e si conforma su se stessa per mezzo di questi frammenti urbani.

CRITICA E CONTESTAZIONI

Il Monumento a Sandro Pertini di Milano è una struttura che racchiude molte delle idee di monumentalità di Aldo Rossi, oggetto di polemiche circa un’ipotetica rimozione. Fu oggetto di una assurda contestazione partita nel 2010 che divise di fatto l’opinione pubblica tra sostenitori e detrattori. Personaggi attivi nella critica e nella politica si schierarono, tra cui Vittorio Sgarbi che definì l’opera “un pisciatoio” in un’intervista al Corriere della Sera. Per contro numerosi architetti e personaggi pubblici di tutta Italia si schierarono a favore dell’opera e firmarono in diverse centinaia una petizione per il mantenimento. Vi fu un grande dibattito anche sulla stampa nazionale, ed alla fine l’opera rimase. Venne pulita e restaurata del Comune di Milano nel 2012. E’ un fabbricato di tempi e modi diversi rispetto a un Aldo Rossi giovane dalla semantica brutalista, dei progetti della Scuola di Broni o del Monumento ai Partigiani. Ma non divergente sulla tematica del monumento, inteso all’interno della trattazione di un fatto urbano, nella linea pragmatica e profetica delineata nel suo famoso libro l’Architettura della Città. E’ un monumento che è atto a sostenere una sceneggiatura, nel grande teatro della città. E’ altresì un’opera di cui sarebbe indecente ed ingiustificata la rimozione, nella memoria di Aldo Rossi e nei frammenti di memoria di Milano racchiusi al suo interno. Essa esprime analogie e chiavi estetiche che non sono certamente di prima lettura, ma che fan parte della fenomenologia urbana di Milano, è un frammento della sua memoria e ne rappresenta altri frammenti. Fa parte della nostra cultura e fa parte del nostro modo di osservare nel complesso l’immensa, brillante e intellettuale evoluzione delle modalità comunicative di Aldo Rossi. Un maestro milanese a cui dobbiamo molto, come architetti e come eterni alunni, nell’ambizione e nella speranza di avere ogni giorno una comprensione del suo rivoluzionario, evolutivo e pragmatico insegnamento.

VISTA AEREA

Vista aerea
Monumento a Sandro Pertini – Vista Aerea – Fonte Google Earth

SCHIZZI

Schizzi di progetto
Aldo Rossi, Monumento a Sandro Pertini – Schizzi di Aldo Rossi – Copyright @ Fondazione Aldo Rossi

DISEGNI E MODELLI

Modello 3D
Aldo Rossi, Monumento a Sandro Pertini – Modello 3d – FONTE
Pianta al suolo
Aldo Rossi, Monumento a Sandro Pertini – Pianta – FONTE
Prospetto
Aldo Rossi, Monumento a Sandro Pertini – Prostetto – FONTE
Prospetto
Aldo Rossi, Monumento a Sandro Pertini – Prospetto – FONTE
Sezione
Aldo Rossi, Monumento a Sandro Pertini – Sezione – FONTE

DESCRIZIONE DEL PROGETTISTA

Aldo Rossi
Questa nuova piazza è posta all’incontro di due importanti strade milanesi, via Montenapoleone e via Canzoni. Strade di antica e severa importanza, esse sono ora centro del commercio e del turismo stravagante. Concepita come una tranquilla piccola piazza lombarda, un luogo per incontrarsi, mangiare un panino o scattare una foto di gruppo, è formata da un doppio filare di gelsi ormai scomparsi dal paesaggio, da panchine di pietra, lampioni e pavimentazione in blocchi di granito rosa. All’estremità della piazza vi è il cubo della scalinata che si chiude con un muro di pietra tagliato da un triangolo in bronzo da cui scende l’acqua. Infine è importante notare che il cubo-scalinata è ricoperto dallo stesso marmo di Condoglia, grigio e rosato, del Duomo di Milano. (Aldo Rossi)
 

BIBLIOGRAFIA

LINKS ED ALTRI CREDITI

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